Uno sguardo dal ponte

dramma di Arthur Miller
debutto 19 aprile 2013 

Ascolta il tema dello spettacolo: UnoSguardoDalPonte

L’emigrato italiano Eddie Carbone, portuale newyorchese, vive a Brooklyn con la moglie Beatrice e la nipote diciottenne Catherine, verso cui è morbosamente geloso. Quando ospita a casa sua Marco e Rodolfo, immigrati clandestinamente negli Stati Uniti, non riesce a sopportare che tra la nipote e Rodolfo nasca un reciproco interesse e si convince che il giovane stia cercando di farsi sposare per ottenere la cittadinanza americana.

Il  primo dramma prodotto dal Teatro delle nevi è il capolavoro di Arthur Miller, un’opera che ci affascina perché racconta l’eterno conflitto tra Passione e Ragione, che affonda le sue radici nel teatro greco: la regia ha voluto omaggiare questo legame attraverso simbolici richiami scenografici, la recitazione naturale, il rinforzo dei contorni dell’avvocato Alfieri, moderno corifeo, che guida un coro silenzioso, le musiche evocative di Prokofiev, il sipario che si alza e cala sulla medesima scena, a simboleggiare l’ineluttabilità del fato. 

Il testo è basato sul tema classico di un amore insano che porta alla tragedia, inserendovi però interessanti e, per il tempo, coraggiosi elementi di critica sociale. La miseria degli immigrati italiani, la loro difficoltà di adattarsi al nuovo mondo, l´incapacità di comprendere un sistema di leggi che ritengono differente dall´ordine naturale delle cose e, soprattutto, la vacuità del sogno americano popolano.
Con: Liliana Biglio, Davide Bonanno, Alessio Boschi, Gaetano Cittadino, Vito Imbrogiano, Giampaolo Indelicato, Carmelo Lorena, Michele Torrisi, Rodolfo Torrisi, Chiara Valentino. E con: Angela Barbagallo, Giulio Cantali, Giorgia Finocchiaro, Martino Mignemi, Giovanna Petralia, Giuseppe Sanfilippo, Daniela Torrisi.

Regia Rodolfo Torrisi

La vicenda trae origine da un fatto di cronaca dal quale Miller fu profondamente turbato:“se questa storia era accaduta, e se non avevo potuto dimenticarla in tanti anni – ricorda Miller -, essa doveva avere per me un qualche significato, e potevo scrivere ciò che era accaduto, e perchè era accaduto; e del significato che ciò aveva per me, descrivere quel tanto di cui mi rendevo conto. Tuttavia desideravo lasciare l´azione così com’era, in modo che lo spettatore avesse la possibilità di interpretarne il significato interamente per conto suo, e accettare o respingere la mia interpretazione. Questa consisteva nell´orrore d’una passione che nonostante sia contraria  all´interesse dell´individuo che ne è dominato, nonostante ogni genere di avvertimento ch’egli riceve, e nonostante perfino ch’essa distrugga i suoi principi morali, continua ad aumentare il suo potere su di lui fino a distruggerlo”.
Leggi la recensione su dietrolequinteonline.it: “Il dramma della gelosia

La locandina 

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